Il nostro comitato

Il comitato referendario è apartitico e molto diversificato. È costituito da editori, imprenditori e politici attivi. Il comitato di sostegno cresce di giorno in giorno. Iscrivetevi anche voi (vedi sotto).

Comitato referendario

Estratto: Peter Weigelt, ex-Consigliere nazionale (presidente), San Gallo; Dr. Philipp Gut, Imprenditore delle comunicazioni ed editore (direttore d’azienda), Lenzburg; Bruno Hug, Editore, Bollingen; Thomas Minder, Consigliere agli Stati, Neuhausen; Toni Brunner, ex-Consigliere nazionale, Ebnat-Kappel; Prof. Dr. Giorgio Behr, Imprenditore, Buchberg; Christian Keller, Editore, Basilea; Karl Müller, Imprenditore, Roggwil (TG); Muriel Frei, Giovane liberale, Teufen; Dr. Markus Somm, Caporedattore ed editore, Wädenswil; Natal Schnetzer, Editore, San Gallo; Stefan Millius, Caporedattore, Appenzello; Leroy Bächtold, Giovane liberale, Zurigo; Dr. Konrad Hummler, Editore, Teufen; Maya Ziegler-Bodmer, Esperta in media, Rapperswil-Jona; Marc Jaquet, Imprenditore, Cham; Evelyn Motschi, Giovane liberale, Oberrohrdorf; Prof. Dr. Martin Janssen, Imprenditore, Küsnacht; Dr. Georges Bindschedler, Editore, Muri (BE); David Trachsel, Presidente GUDC Svizzera, Basel; Andreas Kleeb, Imprenditore, Zugo; Prof. Dr. Henrique Schneider, Vicedirettore Unione svizzera delle arti e mestieri, Appenzello.

 
 
 
Peter Weigelt
Presidente del comitato referendario
 
«Le previste sovvenzioni miliardarie non significano soltanto la fine dei media liberi e indipendenti in Svizzera. Prezzolando i media, la politica distrugge anche la nostra libertà e il nostro pluralismo d’opinione.»
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Evelyn Motschi
Studente di giurisprudenza
 
«L’adagio popolare dice: “Chi paga i suonatori, sceglie la musica”.» Ciò vale anche per i media finanziati dallo Stato, che non possono così adempiere alla loro funzione di quarto potere e danneggiano così la nostra democrazia.»
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Bruno Hug
Editore
 
«I giornali gratuiti e i media elettronici gratuiti vengono deliberatamente esclusi dalle sovvenzioni. Lo Stato agisce così in maniera estremamente antisociale, obbligando vaste fasce della popolazione ad abbonarsi a un giornale cartaceo o online.»
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Thomas Minder
Consigliere agli Stati
 
«Finanziare con denaro pubblico delle case editrici quotate in borsa e salari dei giornalisti? Assolutamente no. Perciò, firmate per favore subito il referendum!»
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Christian Keller
Editore
 
«Quando lo Stato nutre i media, questi diventano media di Stato.»
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Philipp Gut
Imprenditore delle comunicazioni e editore
 
«I media sono i cani da guardia della democrazia. Se pagati dallo Stato, si ridurranno a cagnolini dei politici.»
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Karl Müller
Imprenditore
 
«Gruppi mediatici quotati in borsa e d editori milionari che, perfino nell’anno del coronavirus 2020 hanno registrato cospicui utili, non hanno decisamente bisogno di sovvenzioni.»
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Muriel Frei
Giovane liberale
 
«NO a media finanziati dallo Stato, perché annientano il dibattito pubblico e il pluralismo mediatico.»
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Leroy Bächtold
Giovane liberale
 
«400 milioni l’anno per i media privati sono troppi – e un affronto alle molte aziende che, a causa delle misure anti-coronavirus, devono tremare per la loro esistenza.»
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