Grande successo: il referendum «NO ai media di Stato» è stato depositato con più di 110’000 firme

Grande successo: il referendum «NO ai media di Stato» è stato depositato con più di 110’000 firme

Il comitato referendario «NO ai media di Stato» ha depositato oggi alla Cancelleria federale a Berna 110 … firme contro il «Pacchetto di misure a favore dei media». Il successo travolgente nella raccolta delle firme dimostra che il referendum ha il sostegno delle Svizzere e degli Svizzeri. Il popolo evidentemente non capisce perché dei media miliardari e degli editori benestanti debbano essere sovvenzionati dai contribuenti con circa tre miliardi di franchi nei prossimi sette anni. Il voto su questo tema avrà verosimilmente luogo il 13 febbraio 2022.

Grande successo per il comitato referendario indipendente «NO ai media di Stato»: il comitato referendario, presieduto dall’ex consigliere nazionale e imprenditore mediatico Peter Weigelt, ha depositato oggi alla Cancelleria federale a Berna 113’085  firme. Questo è il doppio del necessario. «Il fatto che abbiamo ottenuto un risultato così impressionante, nonostante le vacanze estive e la difficile situazione dovuta al Covid-19, dimostra che molte Svizzere e molti Svizzeri rifiutano il finanziamento statale dei media privati», dice Weigelt. La prevista sovvenzione diretta dei media è un «peccato mortale politico e una violazione della Costituzione», dice Weigelt. Per lui, già le sovvenzioni indirette tramite l’agevolazione delle tariffe postali sono già costituzionalmente discutibili. Le sovvenzioni dirette decise dal parlamento, comunque, sono un assoluto «no-go».

Per un panorama mediatico svizzero indipendente e diversificato

Ora che il referendum è riuscito, il 13 febbraio 2022 si terrà probabilmente la votazione sulla legge sulle sovvenzioni ai media. Il comitato referendario accoglie con favore il fatto che questo susciterà un ampio dibattito pubblico sul ruolo dei media nella democrazia svizzera e sul loro rapporto con lo Stato. Perché prima di una votazione federale, i grandi gruppi mediatici e la SRG/SSR non potranno più continuare con il loro boicottaggio come fatto finora.

Ora i media privati costano ai contribuenti un totale di circa 400 milioni di franchi ogni anno. In sette anni – tanto durerà come minimo la legge sulle sovvenzioni ai media – questo ammonta a circa 3 miliardi. Il comitato si batte contro questo inutile e pericoloso spreco di denaro dei contribuenti. I principali beneficiari sono case editrici benestanti e ricchi gruppi mediatici, che registrano profitti di centinaia di milioni di franchi anche in tempi di Covid-19. «I media finanziati dallo Stato impediscono il dibattito pubblico, distruggono la libertà di espressione e sono puro veleno per la democrazia», dice Peter Weigelt. «Ci stiamo battendo per un panorama mediatico svizzero indipendente e diversificato».

Ampia alleanza politica

Il comitato referendario «NO ai media di Stato» è composto da editori, giornalisti e imprenditori ed è indipendente da partiti e associazioni. «Ora, nella campagna di voto, ci apriremo e cercheremo alleati da sinistra a destra che hanno a cuore i media liberi e indipendenti», dice il presidente del comitato Weigelt. Oltre al comitato «NO ai media di Stato», anche un comitato politico trasversale ad ampio raggio e un comitato di giornalisti si impegneranno nella campagna per il NO.

Il comitato referendario „No ai Media di Stato“ ha presentato più di 110.000 firme alla Cancelleria federale mercoledì 6 ottobre.
Grande successo per il comitato referendario „No ai Media di Stato“. 113.085 firme documentano il forte sostegno al referendum contro la legge per i sussidi ai media nella popolazione.